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Archivio per la categoria ‘Altro’

Gli appuntamenti del 2012 in download!

27 gennaio 2012 Nessun commento

Cerimonie Laiche a Empoli!

4 novembre 2011 Commenti chiusi

Stasera a Empoli, presso il Circolo Arci “Cascine” in via Meucci 67, alle 21,15 presenterò la mia attività di Celebrante e parleremo insieme di Cerimonie Laiche.

Siete tutti invitati!!! :)

Valentina Calveli

Invito alla Presentazione di Cerimonie Laiche a Empoli

Invito alla Presentazione di Cerimonie Laiche a Empoli

Buone vacanze!!!

28 luglio 2011 Commenti chiusi

buone vacanze!

Agosto si avvicina, e con agosto anche le mie vacanze….

Rientrerò il 18 agosto e nel frattempo auguro a tutti voi una bellissima estate!

Valentina

Categorie:Altro Tag:

Arriva il matrimonio sulla spiaggia: il primo «sì» per una coppia toscana e per una inglese!

16 giugno 2011 Commenti chiusi

Segnalo quest’articolo perché penso che sposarsi sul mare è un vero sogno ed anch’io avrò l’occasione di vederlo realizzare il 24 giugno, quando avrò l’onore di celebrare una Cerimonia Simbolica per Kate e Tony a Forte dei Marmi, sulla spiaggia, al tramonto…

Faccio intanto tutti i miei auguri a Nicolò e Gianna e aspetto con impazienza il Sì di Kate e Tony su una spiaggia toscana! Valentina

Ed ecco alcune foto dell’allestimento di Ilaria e dello staff di Glam Events per la Cerimonia di Katy e Tony!

JESOLO (Venezia) – Jesolo ospiterà sulla propria spiaggia un matrimonio con rito civile organizzato dal Comune. Il primo «si» in riva al mare per la cittadina del veneziano verrà pronunciato, il 18 giugno, da Nicolò Gori e Gianna Cammilli di Montelupo Fiorentino (Firenze) che si sposeranno, come avevano sempre sognato, sulla spiaggia. «L’idea – spiegano i giovani- ci è piaciuta subito. Volevano regalarci un momento indimenticabile e diverso. Siamo sicuri che sarà un matrimonio estroso e creativo come lo siamo noi e l’atmosfera sarà quella vivace e allegra della spiaggia».

(Ansa – Corriere del Veneto)

Categorie:Altro, Cerimonie Laiche, Wedding Tag:

Una riscoperta della ritualità laica

12 aprile 2011 Nessun commento

Sala per Cerimonie Laiche“Durante i milioni di anni di evoluzione del cervello dell’uomo, è stata acquisita, insieme alle tante altre funzioni che lo caratterizzano e che ne hanno determinato il successo evolutivo, anche l’istintiva propensione allo spiritualismo e alla ritualità. Il circolo virtuoso per cui i circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità favorivano la sopravvivenza e la sopravvivenza favoriva il fissarsi dei circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità, in qualche milione di anni ha prodotto uomini che istintivamente chiedono aiuto (…) e lo fanno celebrando un rito.”
(Bruna Tadolini “Dal Big Bang a Dio – Il lungo viaggio della vita”)
Ho pensato di aprire la serata con questo brano di Bruna Tadolini perché nell’occuparmi di Cerimonie Laiche la cosa che più mi ha molto colpito è stata notare come la ritualità sia profondamente inscritta nell’inconscio umano, tanto da farla percepire come un “bisogno” superiore.
E in effetti, il bisogno di ritualità – se soddisfatto -immediatamente fornisce anche la soddisfazione dei quattro bisogni fondamentali teorizzati da A. Robbins: il bisogno di sicurezza, il bisogno di importanza, il bisogno di unione, il bisogno di varietà.
Nel rito parliamo infatti della nostra vita, che indubbiamente conosciamo bene – e questo va a soddisfare il primario bisogno di sicurezza; poi è un momento della nostra esistenza che celebriamo, ovvero siamo proprio noi al centro del rito e questo senza dubbio soddisfa il nostro grande bisogno di importanza e di unicità; abbiamo chiamato la nostra comunità ad assistere la partecipazione dei nostri cari va a soddisfare il bisogno di amore e di unione; infine anche il bisogno di varietà è soddisfatto perché il rito è unico e sottolinea un momento speciale ed irripetibile.
La celebrazione del rito può essere quindi assimilata ai bisogni cosiddetti “superiori” – il bisogno di crescita e di condivisione – che trovano nel rito un’espressione perfetta: l’individuo sottolinea con la celebrazione un suo momento di passaggio e di crescita e – condividendo questa sua sfera privata con la comunità di riferimento – trasforma il suo apprendimento individuale in un apprendimento sociale.
Questo perché il rito è innanzi tutto un canale privilegiato di comunicazione rivolto ad individuo o rivolto ad un gruppo selezionato di individui, sia che si tratti di un “primitivo” rituale di corteggiamento, sia che si tratti di un fenomeno sociale contemporaneo.
Attraverso il rito comunichiamo molte cose in modo simbolico, perché solo in maniera simbolica si possono esprimere le emozioni più profonde; comunichiamo ad esempio che stiamo crescendo come persone, che stiamo attraversando un momento particolare della nostra esistenza.
Ma comunichiamo contemporaneamente che l’altro è importante per noi, che ci serve il suo sostegno e la sua comprensione, che l’altro rappresenta per noi il nostro specchio e il nostro punto di riferimento.
Questa particolare comunicazione avviene spesso tramite un linguaggio simbolico, delle immagini poetiche, dei gesti che racchiudono un mondo interiore: i momenti simbolici del rito sono in fondo piccoli rituali che nascondono in sé un significato profondo per chi li compie e per chi li condivide e soprattutto permettono di aprire il proprio mondo interiore all’altro.
Ritengo fondamentale questo aspetto comunicativo e proprio della nostra specie: è un bisogno “sociale” che apre la sfera privata a quella pubblica e trasforma la piccola vita di un individuo in un qualcosa di più ampio respiro: una parte della vita della collettività, una parte importante della Vita… con la lettera grande.
Per secoli questo nostro innato bisogno di ritualità è stato per così dire monopolizzato dalle religioni, come spiega in modo essenziale Richard Brown – un mio collega – nel suo sito web RitoLaico.it e nel suo ultimo articolo “Humanae vitae” (“L’Ateo” – n°2/2011 74), ma anche per chi non ha un credo religioso resta fondamentale poter sottolineare i momenti di passaggio della propria esistenza “…con coerenza, calore umano e affetto, usando parole e musica che sono appropriate alle persone e alle vite celebrate, e senza riferimenti a libri sacri, religioni o superstizioni”.
Ecco perché riteniamo corretto riappropriarci del Rito: un rito laico, slegato da credenze personali, liturgie stereotipate, tradizioni secolari e spersonalizzanti.
Il progetto “Cerimonie Laiche”, in collaborazione con UAAR, nasce proprio con questo intento: restituire alla comunità laica uno dei suoi bisogni fondamentali senza dover venir meno alla propria coerenza e ai propri valori.

Valentina Calvelli

CerimonieLaiche si “presenta” al Circolo UAAR di Firenze

11 aprile 2011 Nessun commento

Martedì 12 aprile, alle ore 21, il circolo UAAR di Firenze e Valentina Calvelli presenteranno l’attività di CerimonieLaiche presso l’Arci di via San Bartolo a Cintoia 95 – Firenze: sarà l’occasione di conoscerci di persona e di parlare insieme di Cerimonie Laiche e dei prossimi progetti dell’UAAR di Firenze, come ad esempio l’assistenza laica negli Ospedali.

La serata è gratuita e siete tutti invitati!

firma Valentina Calvelli

Locandina presentazione CerimonieLaiche

Quando:

martedì 12 aprile ore 21,00

Dove:

Circolo Arci di Via San Bartolo a Cintoia 95 – Firenze

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