Archivio

Archivio per la categoria ‘Cerimonie Laiche’

Cerimonie Laiche e futuri celebranti a Livorno!

13 aprile 2012 Commenti chiusi

Scaletta-programma

UAAR Circolo di Livorno
Per informazioni e prenotazioni,  telefonare allo 0586 889491 oppure scrivere all’email: livorno@uaar.it

Benvenuti!

19 marzo 2012 Commenti chiusi

Un po’ sito, un po’ blog, questo spazio è dedicato all’idea di Cerimonia Laica e alla mia passione per il Matrimonio Laico Umanista, il Battesimo Laico, il Funerale Laico. Vi auguro una buona navigazione!

A little web site, a little blog, this space is dedicated to the idea of Humanist Ceremony in Italy and to my passion for the Humanist and Symbolic Wedding, Naming and Welcoming Ceremonies, Humanist Funeral. I wish you a good surf!     Valentina Calveli

Cerimonie Laiche al Convegno Nazionale della Consulta di Bioetica

14 marzo 2012 Commenti chiusi

L’intervento di Cerimonie Laiche è per sabato 17 marzo alle 14,00: siete tutti invitati! :)

Dopo la prima edizione svoltasi a Milano nel 2010, sarà Novi Ligure ad ospitare il secondo Convegno Nazionale della Consulta di Bioetica, che si terrà il 16 ed il 17 marzo prossimi presso la Sala Congressi della Biblioteca Civica in via Marconi, 66.
Nel corso della due giorni, dal titolo “Per un’etica del commiato: tra arte e cultura”, saranno affrontati i temi centrali trattati dall’associazione, con particolare riferimento ai principi bioetici di fine vita, come, ad esempio, l’eutanasia ed il testamento biologico.
Al Convegno interverranno numerose personalità nel campo medico e filosofico. E’ prevista anche la partecipazione di Beppino Englaro, Socio Onorario della Consulta di Bioetica, che interverrà nella tarda mattinata di sabato 17 marzo. Riflessioni e tavole rotonde saranno affiancate da interventi teatrali e musicali. Tra gli artisti, sono attesi Valerio Binasco, Letizia Russo, Fausto Paravidino e Fulvia Maldini.
La prima giornata prenderà il via venerdì 16 marzo alle ore 14,45 con l’apertura da parte del Prof. Maurizio Mori, Presidente della Consulta Nazionale di Bioetica, a cui seguiranno i saluti delle autorità. I lavori della prima sessione, dal tema “Il suicidio assistito e l’eutanasia”, termineranno alle 18,15 e subito dopo è prevista l’Assemblea dei soci. Sabato 17 marzo il programma prevede altre due sessioni. La prima, al mattino riguarderà il testamento biologico; la seconda, a partire dalle ore 14, affronterà il tema “I riti di passaggio ed il funerale laico”. La chiusura dei lavori è prevista per le 16,30.
La Segreteria Organizzativa e Scientifica del Convegno è composta da Maurizio Balistreri (Filosofo Bioeticista Consulta di Bioetica), Concetta Malvasi (Infermiera Bioeticista Consulta di Bioetica), Maurizio Mori (Presidente Consulta Nazionale di Bioetica), Giacomo Orlando (Medico Consulta di Bioetica) e Carla Repetto (Infermiera Bioeticista Consulta di Bioetica)

Articolo tratto da www.giornal.it

Locandina convegno bioetica

Nascita, unione, commiato: il diritto al rito – On line il video del Convegno del 16 Novembre 2011

12 dicembre 2011 Commenti chiusi

Sala delle Feste, Palazzo Bastogi, via Cavour 18, Firenze – 16 Novembre 2011, ore 16.00.

Cerimonie Laiche al Convegno Riti Regione Toscana

Intervenuti: Mauro Romanelli (Consigliere regionale), Monica Sgherri (Presidente del Gruppo consiliare Federazione della Sinistra/Verdi), Mariella Orsi (Sociologa), Valentina Calvelli (celebrante laica, UAAR), Vera Pegna (celebrante laica, UAAR, Federazione Umanista Europea), Matteo Galletti (Filosofo), Pawel Gajewsky (Pastore Chiesa Valdese Firenze), Sergio Tamborrino (Laboratorio per la Laicità), Emanuele di Giacomo (Schegge di Cotone), Maria Grazia Campus (moderatrice).

Convegno sui Riti Laici a Firenze

10 novembre 2011 Commenti chiusi
Locandina Convegno Riti Laici

La Locandina del Convegno di Firenze

Livorno parla di Cerimonie Laiche!

28 ottobre 2011 Nessun commento

Segnalo un articolo fatto molto bene dalla UAAR di Livorno che parla delle Cerimonie Laiche: dopo una bella chiacchierata e un aperitivo in Piazza Grande, gli amici di Livorno hanno pensato trasformare il nostro incontro in un bell’articolo che spiega in cosa consistono le Cerimonie Laiche!

Cerimonie senza Dio

Martedì 04 Ottobre 2011 10:19

Il rituale del commiato è per chi rimane, non tanto per chi non c’è più. Questo lo rende importante anche per molti atei, agnostici, razionalisti, laicisti che sentono la necessità di una cerimonia di commiato che non comporti implicazioni religiose e soprannaturali. Non c’è soltanto il commiato, ma anche le ben più liete occasioni delle nascite e dei matrimoni, in quanto momenti cruciali nella vita degli individui coinvolti, richiedono la giusta celebrazione; e non è detto che tale celebrazione debba essere per forza religiosa e legata a riferimenti soprannaturali, ma anzi si fa sempre più urgente nel nostro tempo la richiesta di una celebrazione laica e il più possibile umanista e umana. Anche da parte di chi, pur essendo credente, si trova ad essere contrario alle istituzioni religiose e ad abbracciare quelle istanze laiciste di cui l’UAAR è la voce più importante nel nostro paese.

Il diritto a questo servizio, in altre parti d’Europa, più avanzate e meno vaticanizzate dell’Italia, è ovvio, consueto e offerto spesso anche a livello pubblico, statale, con professionisti stipendiati e dotati di alta formazione universitaria, come abbiamo documentato nel nostro resoconto della mattinata dedicata a questo tema all’ultimo convegno di Genova, che potete trovare scorrendo tra le notizie oppure a questo link.

La cerimonia, pur seguendo delle linee guida, deve giustamente svolgersi in modo diversificato in base alla persona coinvolta, alla sua personalità, alla sua vita, al suo pensiero, ai suoi gusti e via dicendo, e anche in base alla disponibilità di amici e familiari a parteciparvi; così si comincia inviando un questionario alla famiglia, in modo da raccogliere le principali informazioni necessarie ma anche in modo da poter cogliere i linguaggi, i gusti e le consuetudini del mondo personale e familiare con il quale, con la professionalità e l’attenzione che la contraddistingue, andrà ad interagire in momenti tanto intimi. Una volta ricevute le risposte al questionario, ci si occupa di stilare il testo della cerimonia, concertandone i vari interventi, scegliendo e redigendo le parole, le riflessioni e le citazioni più adatte alla situazione e alla persona che si va a celebrare e alle persone che la celebreranno con il suo aiuto, lasciando ovviamente il più possibile la parola a loro, quando se la sentono.

Valentina ci ha spiegato che l’obiettivo principale, in ogni cerimonia laica, è riuscire a liberare le emozioni dei presenti, che senza un’adeguata celebrazione e anche ritualità, resterebbero in qualche modo bloccate più a lungo, forse per sempre. Lo scopo quindi è aiutare i presenti ad esprimere ciò che hanno dentro, e liberarlo quindi, in una forma mediata dalla figura del celebrante, oltre che (nel caso del commiato) concentrare la riflessione comune sugli aspetti e i ricordi positivi della vita che viene celebrata più che sulla sua scomparsa.

La cerimonia laica in generale mira a creare uno spazio in cui la religione non c’è, neanche in forma di negazione della stessa; uno spazio in cui la celebrazione possa concentrarsi su quei valori umani che sono il più possibile condivisibili e trasversali ad ogni credo ed ideologia. Lo stesso vale perciò per la celebrazione delle nuove nascite e delle unioni matrimoniali. Per la preparazione della presentazione dei nuovi nati (per la quale Valentina incoraggia ad usare il termine “battesimo laico”, come avviene ad esempio in Francia), la nostra celebrante porta anche avanti uno studio del trattamento delle natività nella classicità greca e latina, che costituisce buona parte delle vere radici dell’Europa moderna; in particolare, ad esempio, usa praticare dei suggestivi richiami ai rituali del culto della dea Esta/Vesta. Valentina ha anche scritto un articolo sull’aspetto della ritualità laica, secondo lei molto importante in queste celebrazioni, che è possibile leggere a questo link tratto dal suo sito.

Lo scopo principale non è mai, ribadiamo, scimmiottare l’analoga cerimonia religiosa, bensì – come anche nel caso del matrimonio, dove la formalità del rito civile (non sempre, ma spesso) lascia inespressi questi aspetti – mediare il lato emotivo, valoriale (ma trasversale), umano, della situazione.

A quanto ci è stato confermato da Valentina, i celebranti laici in Italia sono pochi, ma l’interesse – anche verso la pratica delle celebrazioni – è in aumento graduale, lento ma costante; è in formazione una sorta di “rete” di celebranti laici nazionale, e questo è massimamente auspicabile, perché si possa far fronte, nel modo il più economico e agevolato possibile, al numero sempre crescente di richieste che possono provenire da tutte le regioni d’Italia. A questo scopo abbiamo proposto di organizzare una conferenza sul tema, ed eventualmente, sondato l’interesse, un breve corso di formazione alle celebrazioni laiche: per aggiornamenti consultate il nostro sito, non appena la cosa si concretizzerà non mancheremo di darne notizia; per ulteriori informazioni e riflessioni è sempre possibile contattare l’UAAR Livorno tramite il form “Contatti” su questo sito, o scrivendoci all’indirizzo livorno@uaar.it, o telefonicamente.

Per concludere, la fonte principale di formazione e riferimento su queste tematiche è attualmente il libro di Richard Brown e J. W. Wilson, “Funerali senza Dio” (Omnilog 2010), che consigliamo caldamente a tutti gli interessati.
Funerali senza dio

Una riscoperta della ritualità laica

12 aprile 2011 Nessun commento

Sala per Cerimonie Laiche“Durante i milioni di anni di evoluzione del cervello dell’uomo, è stata acquisita, insieme alle tante altre funzioni che lo caratterizzano e che ne hanno determinato il successo evolutivo, anche l’istintiva propensione allo spiritualismo e alla ritualità. Il circolo virtuoso per cui i circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità favorivano la sopravvivenza e la sopravvivenza favoriva il fissarsi dei circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità, in qualche milione di anni ha prodotto uomini che istintivamente chiedono aiuto (…) e lo fanno celebrando un rito.”
(Bruna Tadolini “Dal Big Bang a Dio – Il lungo viaggio della vita”)
Ho pensato di aprire la serata con questo brano di Bruna Tadolini perché nell’occuparmi di Cerimonie Laiche la cosa che più mi ha molto colpito è stata notare come la ritualità sia profondamente inscritta nell’inconscio umano, tanto da farla percepire come un “bisogno” superiore.
E in effetti, il bisogno di ritualità – se soddisfatto -immediatamente fornisce anche la soddisfazione dei quattro bisogni fondamentali teorizzati da A. Robbins: il bisogno di sicurezza, il bisogno di importanza, il bisogno di unione, il bisogno di varietà.
Nel rito parliamo infatti della nostra vita, che indubbiamente conosciamo bene – e questo va a soddisfare il primario bisogno di sicurezza; poi è un momento della nostra esistenza che celebriamo, ovvero siamo proprio noi al centro del rito e questo senza dubbio soddisfa il nostro grande bisogno di importanza e di unicità; abbiamo chiamato la nostra comunità ad assistere la partecipazione dei nostri cari va a soddisfare il bisogno di amore e di unione; infine anche il bisogno di varietà è soddisfatto perché il rito è unico e sottolinea un momento speciale ed irripetibile.
La celebrazione del rito può essere quindi assimilata ai bisogni cosiddetti “superiori” – il bisogno di crescita e di condivisione – che trovano nel rito un’espressione perfetta: l’individuo sottolinea con la celebrazione un suo momento di passaggio e di crescita e – condividendo questa sua sfera privata con la comunità di riferimento – trasforma il suo apprendimento individuale in un apprendimento sociale.
Questo perché il rito è innanzi tutto un canale privilegiato di comunicazione rivolto ad individuo o rivolto ad un gruppo selezionato di individui, sia che si tratti di un “primitivo” rituale di corteggiamento, sia che si tratti di un fenomeno sociale contemporaneo.
Attraverso il rito comunichiamo molte cose in modo simbolico, perché solo in maniera simbolica si possono esprimere le emozioni più profonde; comunichiamo ad esempio che stiamo crescendo come persone, che stiamo attraversando un momento particolare della nostra esistenza.
Ma comunichiamo contemporaneamente che l’altro è importante per noi, che ci serve il suo sostegno e la sua comprensione, che l’altro rappresenta per noi il nostro specchio e il nostro punto di riferimento.
Questa particolare comunicazione avviene spesso tramite un linguaggio simbolico, delle immagini poetiche, dei gesti che racchiudono un mondo interiore: i momenti simbolici del rito sono in fondo piccoli rituali che nascondono in sé un significato profondo per chi li compie e per chi li condivide e soprattutto permettono di aprire il proprio mondo interiore all’altro.
Ritengo fondamentale questo aspetto comunicativo e proprio della nostra specie: è un bisogno “sociale” che apre la sfera privata a quella pubblica e trasforma la piccola vita di un individuo in un qualcosa di più ampio respiro: una parte della vita della collettività, una parte importante della Vita… con la lettera grande.
Per secoli questo nostro innato bisogno di ritualità è stato per così dire monopolizzato dalle religioni, come spiega in modo essenziale Richard Brown nel suo sito web RitoLaico.it e nel suo ultimo articolo “Humanae vitae” (“L’Ateo” – n°2/2011 74), ma anche per chi non ha un credo religioso resta fondamentale poter sottolineare i momenti di passaggio della propria esistenza “…con coerenza, calore umano e affetto, usando parole e musica che sono appropriate alle persone e alle vite celebrate, e senza riferimenti a libri sacri, religioni o superstizioni”.
Ecco perché riteniamo corretto riappropriarci del Rito: un rito laico, slegato da credenze personali, liturgie stereotipate, tradizioni secolari e spersonalizzanti.
Il progetto “Cerimonie Laiche”, in collaborazione con UAAR, nasce proprio con questo intento: restituire alla comunità laica uno dei suoi bisogni fondamentali senza dover venir meno alla propria coerenza e ai propri valori.

Valentina Calvelli

Matrimoni Civili al Castello dell’Acciaiolo

31 marzo 2011 Commenti chiusi

Scandicci: Castello dell'Acciaiolo - Giardino Pomario Comune di Scandicci - Approvato il primo atto del Comune di Scandicci per poter celebrare i matrimoni all’aperto al Castello dell’Acciaiolo

Una delibera di Giunta individua infatti il giardino della dimora storica di proprietà dell’Amministrazione “quale sede comunale idonea allo svolgimento delle celebrazioni di matrimonio civile”. L’iter prevede adesso diversi passaggi tra cui la comunicazione dell’atto alla Prefettura di Firenze e la redazione di un disciplinare interno per fissare le modalità di svolgimento delle cerimonie.

A Scandicci i matrimoni civili possono essere già celebrati nella Sala consiliare Orazio Barbieri, nella Sala Giunta e nella saletta della palazzina Cna in via Francoforte sull’Oder, accanto al Municipio; la celebrazione dei matrimoni in Sala Giunta è gratuita, in Sala consiliare costa 87 euro in orario lavorativo e 195 in altri orari, mentre nella saletta Cna, di proprietà comunale in base ad un accordo,rispettivamente 150 euro durante le ore lavorative e 300 euro nelle altre.

“In queste settimane andiamo a definire le modalità per la cerimonie di matrimonio all’Acciaiolo – spiega l’assessore al Patrimonio Andrea Giorgi – gli obiettivi sono quelli di offrire un’ulteriore scelta alle coppie che si sposano nei mesi primaverili ed estivi, all’aria aperta in un luogo di indubbio fascino, e al tempo stesso di valorizzare ancora di più lo spazio esterno del Pomario. Già l’anno scorso abbiamo ampliato la possibilità di scelta con l’individuazione della saletta Cna: in quell’occasione abbiamo reso gratuiti i matrimoni in Sala Giunta”.

Nella delibera approvata dalla Giunta sono riportate le motivazioni che hanno portato a individuare il Pomario del Castello dell’Acciaiolo: “oltreché per la sua contiguità alla sede comunale, anche per la sua accessibilità, per la sua gradevolezza, il suo decoro e l’accoglienza degli spazi”. Come nelle altre sedi comunali, i matrimoni dovranno essere celebrati alla presenza delle bandiere italiana ed europea e del gonfalone del Comune di Scandicci, quali simboli formali della sua destinazione a sede comunale.

29/03/2011 11.54 Comune di Scandicci

Articolo tratto da Notizie dalle Pubbliche Amministrazioni

Progetto FuneraleAlternativo.org

16 marzo 2011 Commenti chiusi

Logo FuneraleAlternativoNasce a Milano un nuovo importante servizio per i Funerali Laici: un evento per unire parenti e amici, per stare qualche ora insieme, condividendo ricordi ed emozioni.

Il tema non è dei più facili, parliamo infatti di funerali: oggi le famiglie spesso si ritrovano ad affrontare il momento più difficile all’interno di una chiesa con una cerimonia prestabilita, quale che siano la religione e l’atteggiamento nei confronti di questa. Mentre la nostra società non è stata ancora stata capace di ridiscutere il tema, sempre più persone non si riconoscono nella cerimonia e nella modalità di incontro di amici e parenti: la stretta di mano sul sagrato della chiesa lascia spesso insoddisfatti e amareggiati, si ha la sensazione che si sarebbe voluto dire qualcosa di più, passare più tempo insieme, magari in un modo e in un luogo diverso da quello che (non) si è scelto.

Diamo oggi il benvenuto a FuneraleAlternativo.org, un progetto che nasce da un attento studio dell’argomento con la proposta di soluzioni alternative – intese come altre - al tema del funerale: non un funerale “all’americana” ma una cerimonia che unisce parenti e amici in un luogo dove stare qualche ora insieme, condividendo ricordi ed emozioni. Una situazione in cui l’attenzione è rivolta alle persone coinvolte per permettere loro di affrontare il lutto in modo, per quanto possibile, moderno, sereno, umano.

FuneraleAlternativo nasce a Milano, dove gli spazi sono quelli che sono (chi potrebbe accogliere in casa un centinaio di persone?) i tempi anche (per recarsi a confortare amici e parenti si deve lasciare il lavoro, per non parlare di chi sta vivendo il lutto che ha ben altro per la testa che organizzare) e spesso si aggiungono altre difficoltà alle quali lo staff di FuneraleAlternativo ha pensato e cercato di dare una risposta: un progetto che si rivolge a tutti coloro che sentono la necessità di un evento più vicino alla propria cultura e orientamento etico/filosofico, con una modalità vicina allo stile della persona che ci ha lasciato.

Per maggiori informazioni: www.funeralealternativo.org

A Palermo l’ok ai funerali laici

4 marzo 2011 Commenti chiusi

Tomba di Gramsci - Cimitero Acattolico di Roma

Tomba di Gramsci - Cimitero Acattolico di Roma

Palermo – Il Consiglio Comunale ieri sera ha approvato la mozione del PD per la realizzazione di una sala per ospitare i funerali laici e delle confessioni non rappresentate in città. Un atto di grande civiltà. “Dedico questo risultato alla memoria di Franco Padrut” dichiara il Consigliere Comunale Rosario Filoramo, “ che in occasione dei suoi funerali ha riproposto all’opinione pubblica il tema della laicità dello stato e delle condizioni da garantire a tutti i cittadini, anche a quelli non religiosi o professanti una religione non presente in città con propri luoghi di culto.

L’ultimo saluto ad un parente, ad un amico a un sodale rientra tra gli atti di omaggio che le persone rendono a chi ci lascia. Ritengo espressione di civiltà che l’Amministrazione Comunale, delegata per legge, si doti di un luogo fisico adeguato dove potere svolgere tali funzioni. Nei prossimi giorni incontrerò l’assessore al centro storico per individuare uno spazio idoneo allo scopo”.

Articolo tratto da Live Sicilia