Archivio

Archivio per la categoria ‘Matrimonio Civile’

Una riscoperta della ritualità laica

12 aprile 2011 Nessun commento

Sala per Cerimonie Laiche“Durante i milioni di anni di evoluzione del cervello dell’uomo, è stata acquisita, insieme alle tante altre funzioni che lo caratterizzano e che ne hanno determinato il successo evolutivo, anche l’istintiva propensione allo spiritualismo e alla ritualità. Il circolo virtuoso per cui i circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità favorivano la sopravvivenza e la sopravvivenza favoriva il fissarsi dei circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità, in qualche milione di anni ha prodotto uomini che istintivamente chiedono aiuto (…) e lo fanno celebrando un rito.”
(Bruna Tadolini “Dal Big Bang a Dio – Il lungo viaggio della vita”)
Ho pensato di aprire la serata con questo brano di Bruna Tadolini perché nell’occuparmi di Cerimonie Laiche la cosa che più mi ha molto colpito è stata notare come la ritualità sia profondamente inscritta nell’inconscio umano, tanto da farla percepire come un “bisogno” superiore.
E in effetti, il bisogno di ritualità – se soddisfatto -immediatamente fornisce anche la soddisfazione dei quattro bisogni fondamentali teorizzati da A. Robbins: il bisogno di sicurezza, il bisogno di importanza, il bisogno di unione, il bisogno di varietà.
Nel rito parliamo infatti della nostra vita, che indubbiamente conosciamo bene – e questo va a soddisfare il primario bisogno di sicurezza; poi è un momento della nostra esistenza che celebriamo, ovvero siamo proprio noi al centro del rito e questo senza dubbio soddisfa il nostro grande bisogno di importanza e di unicità; abbiamo chiamato la nostra comunità ad assistere la partecipazione dei nostri cari va a soddisfare il bisogno di amore e di unione; infine anche il bisogno di varietà è soddisfatto perché il rito è unico e sottolinea un momento speciale ed irripetibile.
La celebrazione del rito può essere quindi assimilata ai bisogni cosiddetti “superiori” – il bisogno di crescita e di condivisione – che trovano nel rito un’espressione perfetta: l’individuo sottolinea con la celebrazione un suo momento di passaggio e di crescita e – condividendo questa sua sfera privata con la comunità di riferimento – trasforma il suo apprendimento individuale in un apprendimento sociale.
Questo perché il rito è innanzi tutto un canale privilegiato di comunicazione rivolto ad individuo o rivolto ad un gruppo selezionato di individui, sia che si tratti di un “primitivo” rituale di corteggiamento, sia che si tratti di un fenomeno sociale contemporaneo.
Attraverso il rito comunichiamo molte cose in modo simbolico, perché solo in maniera simbolica si possono esprimere le emozioni più profonde; comunichiamo ad esempio che stiamo crescendo come persone, che stiamo attraversando un momento particolare della nostra esistenza.
Ma comunichiamo contemporaneamente che l’altro è importante per noi, che ci serve il suo sostegno e la sua comprensione, che l’altro rappresenta per noi il nostro specchio e il nostro punto di riferimento.
Questa particolare comunicazione avviene spesso tramite un linguaggio simbolico, delle immagini poetiche, dei gesti che racchiudono un mondo interiore: i momenti simbolici del rito sono in fondo piccoli rituali che nascondono in sé un significato profondo per chi li compie e per chi li condivide e soprattutto permettono di aprire il proprio mondo interiore all’altro.
Ritengo fondamentale questo aspetto comunicativo e proprio della nostra specie: è un bisogno “sociale” che apre la sfera privata a quella pubblica e trasforma la piccola vita di un individuo in un qualcosa di più ampio respiro: una parte della vita della collettività, una parte importante della Vita… con la lettera grande.
Per secoli questo nostro innato bisogno di ritualità è stato per così dire monopolizzato dalle religioni, come spiega in modo essenziale Richard Brown nel suo sito web RitoLaico.it e nel suo ultimo articolo “Humanae vitae” (“L’Ateo” – n°2/2011 74), ma anche per chi non ha un credo religioso resta fondamentale poter sottolineare i momenti di passaggio della propria esistenza “…con coerenza, calore umano e affetto, usando parole e musica che sono appropriate alle persone e alle vite celebrate, e senza riferimenti a libri sacri, religioni o superstizioni”.
Ecco perché riteniamo corretto riappropriarci del Rito: un rito laico, slegato da credenze personali, liturgie stereotipate, tradizioni secolari e spersonalizzanti.
Il progetto “Cerimonie Laiche”, in collaborazione con UAAR, nasce proprio con questo intento: restituire alla comunità laica uno dei suoi bisogni fondamentali senza dover venir meno alla propria coerenza e ai propri valori.

Valentina Calvelli

Matrimoni Civili al Castello dell’Acciaiolo

31 marzo 2011 Commenti chiusi

Scandicci: Castello dell'Acciaiolo - Giardino Pomario Comune di Scandicci - Approvato il primo atto del Comune di Scandicci per poter celebrare i matrimoni all’aperto al Castello dell’Acciaiolo

Una delibera di Giunta individua infatti il giardino della dimora storica di proprietà dell’Amministrazione “quale sede comunale idonea allo svolgimento delle celebrazioni di matrimonio civile”. L’iter prevede adesso diversi passaggi tra cui la comunicazione dell’atto alla Prefettura di Firenze e la redazione di un disciplinare interno per fissare le modalità di svolgimento delle cerimonie.

A Scandicci i matrimoni civili possono essere già celebrati nella Sala consiliare Orazio Barbieri, nella Sala Giunta e nella saletta della palazzina Cna in via Francoforte sull’Oder, accanto al Municipio; la celebrazione dei matrimoni in Sala Giunta è gratuita, in Sala consiliare costa 87 euro in orario lavorativo e 195 in altri orari, mentre nella saletta Cna, di proprietà comunale in base ad un accordo,rispettivamente 150 euro durante le ore lavorative e 300 euro nelle altre.

“In queste settimane andiamo a definire le modalità per la cerimonie di matrimonio all’Acciaiolo – spiega l’assessore al Patrimonio Andrea Giorgi – gli obiettivi sono quelli di offrire un’ulteriore scelta alle coppie che si sposano nei mesi primaverili ed estivi, all’aria aperta in un luogo di indubbio fascino, e al tempo stesso di valorizzare ancora di più lo spazio esterno del Pomario. Già l’anno scorso abbiamo ampliato la possibilità di scelta con l’individuazione della saletta Cna: in quell’occasione abbiamo reso gratuiti i matrimoni in Sala Giunta”.

Nella delibera approvata dalla Giunta sono riportate le motivazioni che hanno portato a individuare il Pomario del Castello dell’Acciaiolo: “oltreché per la sua contiguità alla sede comunale, anche per la sua accessibilità, per la sua gradevolezza, il suo decoro e l’accoglienza degli spazi”. Come nelle altre sedi comunali, i matrimoni dovranno essere celebrati alla presenza delle bandiere italiana ed europea e del gonfalone del Comune di Scandicci, quali simboli formali della sua destinazione a sede comunale.

29/03/2011 11.54 Comune di Scandicci

Articolo tratto da Notizie dalle Pubbliche Amministrazioni

Obama attacca la legge contro i matrimoni gay e dichiara: «E’ incostituzionale»

25 febbraio 2011 Commenti chiusi

Barack Obama (Reuters)
Barack Obama (Reuters)

MILANO - L’amministrazione Obama cambia posizione sui matrimoni gay: non difenderà più nelle corti federali il «Marriage act», la legge sul matrimonio, che riconosce come tale solo quello tra un uomo e una donna. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Eric Holder, riferendo che il presidente ha definito la legge, che finora vietava le unioni tra persone dello stesso, come «incostituzionale».

LA DECISIONE - Il presidente Usa ha ordinato mercoledì al ministro della Giustizia di «non difendere più» la costituzionalità della legge in due cause attualmente pendenti nello stato di New York. Un comunicato diffuso dal dipartimento della Giustizia afferma che «il presidente ha deciso che visti numerosi fattori tra cui casi documentati di discriminazione» la legge «è incostituzionale».

(Articolo tratto da www.corriere.it)

Invito a teatro: a Firenze “I concubini di Prato” il 16/02/2011

8 febbraio 2011 Commenti chiusi

Locandina Concubini di PratoCinquantuno anni fa. Era il 1956. Mauro Bellandi e Loriana Nunziati furono definiti ‘pubblici concubini e peccatori’ dal vescovo di Prato Pietro Fiordelli per essersi sposati col solo rito civile. Gli sposi lo denunciarono per diffamazione. Il vescovo fu condannato in primo grado e poi assolto in appello. Il processo vide l’Italia spaccata in due: chi difendeva il vescovo, sostenendo che egli aveva compiuto il suo dovere religioso, chi invece lo voleva punito, perché nella censura del prelato vedeva una crociata della Chiesa contro i matrimoni civili, tutelati dalla Costituzione. Per questa denuncia Mauro Bellandi si trovò isolato da tutti e non ricevette più prestiti dalle banche; commerciante, fu costretto a chiudere la sua attività; per la tensione a cui lo sottopose lo scandalo – il fatto ebbe risonanza non solo nazionale – si ammalò gravemente. Come la moglie Loriana, visse tristi vicende e in qualche modo fu costretto all’esilio.
Una storia che crediamo attuale.
(tratto da News UAAR)

DRAMMA INTORNO AI CONCUBINI DI PRATO
scritto e interpretato da Maila Ermini, e con Gianfelice D’Accolti
Firenze: mercoledì 16 febbraio presso la CdP/Circolo Arci di Cintoia
Empoli: giovedì 17 febbraio
Orario: ore 21

www.teatrolabaracca.com
___________________________________________________________
Nota dell’autrice alla rappresentazione
L’idea che ha mosso Il dramma intorno ai concubini di Prato è stata quella di rappresentare un fatto che ha avuto una valenza simbolica e politica nazionale.
Questa volta non si trattava di raccontare e basta – i fatti relativi ai ‘concubini’ sono noti, almeno in parte -, ma di rappresentare una vicenda simbolo del conflitto costante e attuale nel nostro paese fra Stato e Chiesa, che, pur con le molteplici varianti, non accenna a risolversi.
A livello teatrale si può definire un dramma storico, polifonico, con il coro (come nella tragedia antica) a commentare la vicenda; i protagonisti sono, oltre a Mauro Bellandi e Loriana Nunziati, il Vescovo Fiordelli ed il Parroco Aiazzi; ci sono poi altri personaggi di contorno, alcuni d’immaginazione, che tuttavia servono a situare i fatti nel tempo.
La vicenda è rappresentata dal suo inizio nel 1956, dallo sposalizio degli allora giovani Mauro e Loriana; tratta lo scontro con il Vescovo ed il Parroco, il drammatico processo che vide per la prima volta, dai Patti Lateranensi, un dignitario ecclesiastico condannato; e arriva fino al 2000, con uno squarcio su quello che è accaduto dopo lo scandalo ed il processo, e dopo la fine delle ideologie del Novecento.
La messa in scena è semplice, si unisce la lettura recitata alla rappresentazione classica; l’intento non è quello di offrire un prodotto teatrale ‘confezionato’, ma, attraverso l’attore e il testo, recuperare la funzione principe del teatro, che è quella di rappresentare situazioni problematiche– inventate o meno – e discuterne all’interno della polis: quello che oggi, a livello teatrale ma non solo, appare difficile a farsi.
(M.E.)
Gli interpreti
Maila Ermini (Quarrata, Pistoia) autrice, regista, attrice. Allieva di Oreste Macrì. Ha fondato il Teatro La Baracca di Prato (1994), che fa parte del circuito Sipario Aperto (piccoli teatri della Toscana). Vincitrice del XIV Premio Fondi La Pastora per il teatro con la commedia Matilda. Tra vari altri riconoscimenti, ha vinto il premio Leopardi per la poesia. I suoi ultimi lavori drammatici, da lei anche interpretati, L’infanzia negata dei Celestini, sul noto orfanotrofio pratese e Cuori di donna, hanno riscosso successo di pubblico e critica. L’infanzia negata dei Celestini, pubblicato da Carlo Zella Editore, ha vinto il Premio Selezione de “Lo Scrittore dell’Anno 2006” bandito dalla Regione Toscana. Nel 2003 e 2007 l’Enap premia la sua produzione drammatica.
Gianfelice D’Accolti (Matera). Attore, autore, regista. Ha conseguito il diploma alla “Scuola di Espressione ed Interpretazione Scenica di Bari” con Orazio Costa Giovangigli. Interprete di autori classici e contemporanei in diverse compagnie italiane, ha sublimato l’amore per i classici e la prosa nella trasposizione scenica di opere come Moby Dick di Melville, La marescialla della nobiltà di Cechov, Le memorie del sottosuolo di Dostoevskij, Il viaggiatore incantato di Leskov. Ha tradotto scenicamente le tensioni civili e politiche del mondo del lavoro in Fabbrica -de mentis humanae fabrica e in L’ingegnere va alla guerra; l’ascesi poetica ed immaginifica del vino in Bottiglie: resoconti dal mio quartiere ed alcune istanze del teatro religioso in Passione di Cristo e di Padre Massimiliano Kolbe.

Matrimonio Civile a Livorno

8 febbraio 2011 Commenti chiusi

Nello splendido sole di febbraio, con il profumo del mare che si diffondeva nei primi tepori invernali, il 5 febbraio 2011 ha avuto luogo il Matrimonio Civile di Francesca ed Enrico ed ho avuto l’onore di celebrare il loro Rito Civile nel Palazzo Comunale di Livorno come Ufficiale di Stato Civile…. Poter “far sposare” la mia migliore amica dai tempi dell’Università è stata un’emozione meravigliosa e indimenticabile!

Tutti i miei più cari auguri a Francesca ed Enrico, al loro meraviglioso Tommi e alla loro grande avventura di vita!!!

Valentina con la coccarda del Comune di Livorno

Valentina con la Coccarda del Comune di Livorno

Abbiamo il coraggio di essere felici

La sorpresa degli amici: "Abbiamo il coraggio di essere felici"

Nasi rossi nella Sala Comunale

Nasi rossi nella Sala Comunale...!

Si ringrazia Alberto Desirò per le foto di questa pagina

Cerimonie Laiche perché…

19 maggio 2010 Nessun commento

Cerimonie Laiche perché…

Valentina Celebrante laica…perché il tempo è circolare ed è bello fare festa, perché ognuno può avere le sue credenze, la sua fede, le sue magie, ma l’amore e la condivisione della gioia non hanno etichette. Perché ci sono dei momenti che sappiamo importanti e non vogliamo parole che non siano nostre per celebrarli!

Ecco il perché del mio impegno sulle Cerimonie Laiche: dalle Presentazioni dei Bambini, alle Unioni, ai Commiati – perché la vita è circolare e la fine dà la mano all’inizio.

Con Cerimonie Laiche intendiamo il festeggiamento e la condivisione di alcuni momenti fondamentali della nostra esistenza senza tuttavia volersi legare ad uno specifico credo religioso.
Perché questo?
Perché riteniamo che l’espressione di una fede sia un fatto privato ed intimo della persona, mentre i rituali di passaggio che la vita ci riserva – la nascita, la crescita, il matrimonio, il commiato da una persona cara – sono momenti di condivisione universale, di profonda consapevolezza ed emozione, indipendentemente dall’eventuale punto di vista religioso delle persone coinvolte.
Proponiamo delle alternative laiche alla celebrazione di questi momenti con delle cerimonie che permettono di condividere con la propria famiglia, gli amici, la propria comunità di riferimento, le emozioni profonde della nostra esistenza.

English:

… Because time is circular and it’s nice to celebrate, because everyone can have own beliefs, own faith, own magic, but love and sharing the joy did not have labels. Because there are some special moments and we know how important they are and we need only our words to celebrate it!

With Cerimonie Laiche we mean to celebrate and to share some important moments of our lives without wanting to bind to a specific religious belief.
Why?
Because we believe that the expression of faith is a private and intimate moment of a person, while the rituals passing that life holds for us – the birth, growth, marriage, farewell to own loved ones – are moments of universal sharing, of deep awareness and emotion, indipendent of a religious point of view of those involved.

We propose some humanist alternative of these moments with ceremonies that allow you to share with family, friends, and own community, the deepest emotions of our existence.

Per maggiori informazioni e contatti - For more information, please contact:

tel. +39 055 4215601 +39 3460143589 +39 340 6066374 – info@cerimonielaiche.it