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Archivio per la categoria ‘Unioni gay e lesbiche’

Due Spose a Roma

31 maggio 2012 Commenti chiusi

Domenica Imma Battaglia celebrera’ a Roma il matrimonio simbolico di Daniela e Silvia presso la sede dell’associazione Di’ Gay Project (via Costantino 82), dove le due donne, con rito civile, si scambieranno gli anelli e le promesse e, in presenza dei nostri avvocati, apporranno le proprie firme sull’atto d’amore, vero e proprio contratto di convivenza.

Il matrimonio lesbo che si celebra domenica a RomaUNA SCRITTURA PRIVATA – Si tratta nello specifico di una scrittura privata predisposta dai legali di Dgp (scaricabile gratuitamente dal sito www.digayproject.org) a disposizione di tutti coloro che intendono regolare il proprio rapporto di convivenza, utilizzando le possibilita’ che oggi offre la legge italiana. Redatto in una forma semplice e chiara, lo strumento e’ pensato per consentire a tutti di comprendere il significato di ogni disposizione e di adattarla alla propria situazione senza necessariamente ricorrere all’ausilio di un professionista.

CONSULTARE UN LEGALE – DGP consiglia tuttavia, soprattutto per questioni particolarmente complesse, di consultare il proprio legale di fiducia o di chiedere assistenza all’associazione. Con la sottoscrizione del documento le parti potranno regolare questioni che, in assenza di una legge o di una scrittura privata, rischiano di generare conflitti: la proprieta’ dei beni; l’uso dell’abitazione comune; la cessazione della convivenza; il diritto al mantenimento; l’assistenza in caso di malattia. Alla cerimonia laica saranno presenti gli esperti dello Sportello legale per fornire informazioni. I festeggiamenti si terranno presso la ‘Gay street’ (via di San Giovanni in Laterano), dalle ore 20.30.

FONTE: www.giornalettismo.com

Una riscoperta della ritualità laica

12 aprile 2011 Nessun commento

Sala per Cerimonie Laiche“Durante i milioni di anni di evoluzione del cervello dell’uomo, è stata acquisita, insieme alle tante altre funzioni che lo caratterizzano e che ne hanno determinato il successo evolutivo, anche l’istintiva propensione allo spiritualismo e alla ritualità. Il circolo virtuoso per cui i circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità favorivano la sopravvivenza e la sopravvivenza favoriva il fissarsi dei circuiti nervosi dello spiritualismo e della ritualità, in qualche milione di anni ha prodotto uomini che istintivamente chiedono aiuto (…) e lo fanno celebrando un rito.”
(Bruna Tadolini “Dal Big Bang a Dio – Il lungo viaggio della vita”)
Ho pensato di aprire la serata con questo brano di Bruna Tadolini perché nell’occuparmi di Cerimonie Laiche la cosa che più mi ha molto colpito è stata notare come la ritualità sia profondamente inscritta nell’inconscio umano, tanto da farla percepire come un “bisogno” superiore.
E in effetti, il bisogno di ritualità – se soddisfatto -immediatamente fornisce anche la soddisfazione dei quattro bisogni fondamentali teorizzati da A. Robbins: il bisogno di sicurezza, il bisogno di importanza, il bisogno di unione, il bisogno di varietà.
Nel rito parliamo infatti della nostra vita, che indubbiamente conosciamo bene – e questo va a soddisfare il primario bisogno di sicurezza; poi è un momento della nostra esistenza che celebriamo, ovvero siamo proprio noi al centro del rito e questo senza dubbio soddisfa il nostro grande bisogno di importanza e di unicità; abbiamo chiamato la nostra comunità ad assistere la partecipazione dei nostri cari va a soddisfare il bisogno di amore e di unione; infine anche il bisogno di varietà è soddisfatto perché il rito è unico e sottolinea un momento speciale ed irripetibile.
La celebrazione del rito può essere quindi assimilata ai bisogni cosiddetti “superiori” – il bisogno di crescita e di condivisione – che trovano nel rito un’espressione perfetta: l’individuo sottolinea con la celebrazione un suo momento di passaggio e di crescita e – condividendo questa sua sfera privata con la comunità di riferimento – trasforma il suo apprendimento individuale in un apprendimento sociale.
Questo perché il rito è innanzi tutto un canale privilegiato di comunicazione rivolto ad individuo o rivolto ad un gruppo selezionato di individui, sia che si tratti di un “primitivo” rituale di corteggiamento, sia che si tratti di un fenomeno sociale contemporaneo.
Attraverso il rito comunichiamo molte cose in modo simbolico, perché solo in maniera simbolica si possono esprimere le emozioni più profonde; comunichiamo ad esempio che stiamo crescendo come persone, che stiamo attraversando un momento particolare della nostra esistenza.
Ma comunichiamo contemporaneamente che l’altro è importante per noi, che ci serve il suo sostegno e la sua comprensione, che l’altro rappresenta per noi il nostro specchio e il nostro punto di riferimento.
Questa particolare comunicazione avviene spesso tramite un linguaggio simbolico, delle immagini poetiche, dei gesti che racchiudono un mondo interiore: i momenti simbolici del rito sono in fondo piccoli rituali che nascondono in sé un significato profondo per chi li compie e per chi li condivide e soprattutto permettono di aprire il proprio mondo interiore all’altro.
Ritengo fondamentale questo aspetto comunicativo e proprio della nostra specie: è un bisogno “sociale” che apre la sfera privata a quella pubblica e trasforma la piccola vita di un individuo in un qualcosa di più ampio respiro: una parte della vita della collettività, una parte importante della Vita… con la lettera grande.
Per secoli questo nostro innato bisogno di ritualità è stato per così dire monopolizzato dalle religioni, come spiega in modo essenziale Richard Brown nel suo sito web RitoLaico.it e nel suo ultimo articolo “Humanae vitae” (“L’Ateo” – n°2/2011 74), ma anche per chi non ha un credo religioso resta fondamentale poter sottolineare i momenti di passaggio della propria esistenza “…con coerenza, calore umano e affetto, usando parole e musica che sono appropriate alle persone e alle vite celebrate, e senza riferimenti a libri sacri, religioni o superstizioni”.
Ecco perché riteniamo corretto riappropriarci del Rito: un rito laico, slegato da credenze personali, liturgie stereotipate, tradizioni secolari e spersonalizzanti.
Il progetto “Cerimonie Laiche”, in collaborazione con UAAR, nasce proprio con questo intento: restituire alla comunità laica uno dei suoi bisogni fondamentali senza dover venir meno alla propria coerenza e ai propri valori.

Valentina Calvelli

Francesco e Manuel, la prima famiglia gay riconosciuta in Italia

4 aprile 2011 Nessun commento

Francesco e Manuel sposiFrancesco Zanardi e Manuel Incorvaia sono ufficialmente una famiglia per il Comune di Savona.

Ieri mattina i due partner omosessuali hanno richiesto e ottenuto il ricongiungimento famigliare che, come dichiara lo stesso Zanardi, portavoce del Movimento attivista nazionale Gay italiani, è solo: “Una goccia nel mare, per quanto riguarda i diritti delle coppie gay, ma un ulteriore passo avanti perche’ finalmente anche coloro che hanno potere decisionale in Parlamento comincino a prendere posizioni in questa lotta di civiltà”.

“Siamo considerati famiglia ma non e’ un miracolo ottenerlo, anche due cugini o due semplice amici potrebbero ottenere lo stato di famiglia, come successo a noi”, dice Zanardi, che da anni continua ad invocare a grande voce la possibilità, anche per gli omosessuali italiani, di potersi sposare come capita in molti paesi occidentali. La soluzione che prospetta per aggirare l’ostacolo del vuoto istituzionale su questo tema è quanto mai azzardata e pericolosa: “Dovremmo trovarci in acque internazionali su una imbarcazione battente bandiera italiana. Se mi trovassi in imminente pericolo di vita, il capitano avrebbe il potere di sposarci. Io, poi, sono a rischio di shock anafilattico, giro con il cortisone in tasca, ci vuole poco”.

Ottenuto un unico stato di famiglia, i due gay liguri non si sono persi d’animo e hanno richiesto, a un anno di distanza dalla prima domanda, respinta dal Comune di Savona, la pubblicazione di matrimonio. Con una speranza in più, dopo lasentenza 138/2010 del 12 aprile scorso spiccata dalla Consulta: “Le coppie omosessuali – spiega Zanardi – hanno rilevanza costituzionale e non sono un mero fatto privato; il matrimonio tra persone dello stesso sesso e’ compatibile con l’attuale Costituzione; le coppie non sposate omosessuali sono su un piano giuridico differente, perche’ piu’ meritevole di riconoscimenti di diritti e doveri rispetto alle coppie eterosessuali non sposate; il Parlamento ha il dovere di legiferare in materia con una regolamentazione organica e generale, dunque non privatistica”.

Solo pochi giorni fa, la Corte Costituzionale è tornata sul tema dei partner gay, sconfessando il Governo e dichiarando la legittimità di una legge della Regione Liguria incentrata a combattere la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale e dall’identita’ di genere.

(Fonte: GayMagazine.it)

Brasile: giudice riconosce relazione di due lesbiche come unione civile

31 marzo 2011 Nessun commento

Brasile: giudice riconosce relazione di due lesbiche come unione civile

Un giudice ha riconosciuto come unione civile la relazione tra due donne lesbiche del Brasile. La sentenza ha il sapore di un qualcosa di storico. Dice il giudice:

Se due persone dello stesso sesso decidono di stabilire una società emozionale, questa non può essere modificate. Lo stato non può negare asilo ad una relazione giuridica quando la Costituzione non stabilisce restrizione alcuna.

Nel concedere alla coppia di lesbiche tutti i diritti corrispondenti a quelli di una relazione stabile, il Tribunale ha fatto sapere che sono state valutate diverse fonti che corroborano la vita di coppia delle due donne:

[Si riconosce che] dinanzi alle dichiarazioni delle interessate, inoltre da prove documentali presentate nelle testimonianze esterne, tutto indica che le parti vino insieme in una relazione omosessuale da più di trent’anni e non esiste dubbio alcuno sull’esistenza di una vera e propria unione.

Fonte: www.queerblog.it


Obama attacca la legge contro i matrimoni gay e dichiara: «E’ incostituzionale»

25 febbraio 2011 Commenti chiusi

Barack Obama (Reuters)
Barack Obama (Reuters)

MILANO - L’amministrazione Obama cambia posizione sui matrimoni gay: non difenderà più nelle corti federali il «Marriage act», la legge sul matrimonio, che riconosce come tale solo quello tra un uomo e una donna. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Eric Holder, riferendo che il presidente ha definito la legge, che finora vietava le unioni tra persone dello stesso, come «incostituzionale».

LA DECISIONE - Il presidente Usa ha ordinato mercoledì al ministro della Giustizia di «non difendere più» la costituzionalità della legge in due cause attualmente pendenti nello stato di New York. Un comunicato diffuso dal dipartimento della Giustizia afferma che «il presidente ha deciso che visti numerosi fattori tra cui casi documentati di discriminazione» la legge «è incostituzionale».

(Articolo tratto da www.corriere.it)

Livorno, per le coppie di fatto arriva il certificato anagrafico

10 febbraio 2011 Commenti chiusi

Livorno, per le coppie di fatto arriva il certificato anagrafico

Approvata oggi dal consiglio comunale una mozione per il rilascio di un “certificato anagrafico di famiglia” che potrà essere richiesto anche da coppie gay e lesbiche. Il Pdl vota contro

Via libera dal consiglio comunale di Livorno al ‘certificato anagrafico di famiglia’ che potrà essere richiesto anche da coppie gay e lesbiche. Questa nuova istituzione darà possibilità di rappresentanza a tutti i rapporti basati “sul rispetto della persona, sull’amore reciproco, sulla comunione di intenti, la creazione di una famiglia”, come recita testualmente la mozione approvata oggi e presentata dal consigliere Arianna Terreni (Pd).

Il voto ha peraltro vissuto un piccolo giallo sulle procedure, poichè gran parte dei consiglieri di centrodestra non hanno votato, ma alla fine il documento è stato ritenuto approvato con 18 voti favorevoli, un astenuto (Pd) e 2 contrari (Pdl). Esulta l’Arcigay di Livorno. “Quella di oggi – dice il presidente Calogero Cavataio – è una conquista nella battaglia per i diritti civili e umani di prima generazione, quelli che storicamente si sono affermati per primi e che sanciscono le libertà individuali. Non è un matrimonio di serie B, ma qualcosa di diverso. Non toglie diritti a chi già li ha ma li conferisce a chi oggi è penalizzato dal deficit legislativo presente nel nostro ordinamento giuridico”.

Nel testo della mozione approvata, tra le premesse, si legge tra l’altro che “la nostra è un’amministrazione democratica che governa una città dalle tradizioni culturali e storiche quali accoglienza, libertà, apertura alle diverse forme di civiltà” e che “gli ostacoli di natura burocratico-amministrativa, che impediscono le forme di unione non codificate, ma esistenti di fatto, nella realtà, per libera scelta dei cittadini, devono essere eliminati per il rispetto della pari dignità di tutti gli individui”.

Oltre alla realizzazione del certificato, la delibera chiede anche di “istruire l’ufficio anagrafe affinchè rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano richiesta l’attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi”. Da ultimo la richiesta al governo di dedicare alle unioni di fatto un settore del prossimo censimento nazionale.

(Articolo tratto da La Repubblica Firenze)

Cerimonie Laiche perché…

19 maggio 2010 Nessun commento

Cerimonie Laiche perché…

Valentina Celebrante laica…perché il tempo è circolare ed è bello fare festa, perché ognuno può avere le sue credenze, la sua fede, le sue magie, ma l’amore e la condivisione della gioia non hanno etichette. Perché ci sono dei momenti che sappiamo importanti e non vogliamo parole che non siano nostre per celebrarli!

Ecco il perché del mio impegno sulle Cerimonie Laiche: dalle Presentazioni dei Bambini, alle Unioni, ai Commiati – perché la vita è circolare e la fine dà la mano all’inizio.

Con Cerimonie Laiche intendiamo il festeggiamento e la condivisione di alcuni momenti fondamentali della nostra esistenza senza tuttavia volersi legare ad uno specifico credo religioso.
Perché questo?
Perché riteniamo che l’espressione di una fede sia un fatto privato ed intimo della persona, mentre i rituali di passaggio che la vita ci riserva – la nascita, la crescita, il matrimonio, il commiato da una persona cara – sono momenti di condivisione universale, di profonda consapevolezza ed emozione, indipendentemente dall’eventuale punto di vista religioso delle persone coinvolte.
Proponiamo delle alternative laiche alla celebrazione di questi momenti con delle cerimonie che permettono di condividere con la propria famiglia, gli amici, la propria comunità di riferimento, le emozioni profonde della nostra esistenza.

English:

… Because time is circular and it’s nice to celebrate, because everyone can have own beliefs, own faith, own magic, but love and sharing the joy did not have labels. Because there are some special moments and we know how important they are and we need only our words to celebrate it!

With Cerimonie Laiche we mean to celebrate and to share some important moments of our lives without wanting to bind to a specific religious belief.
Why?
Because we believe that the expression of faith is a private and intimate moment of a person, while the rituals passing that life holds for us – the birth, growth, marriage, farewell to own loved ones – are moments of universal sharing, of deep awareness and emotion, indipendent of a religious point of view of those involved.

We propose some humanist alternative of these moments with ceremonies that allow you to share with family, friends, and own community, the deepest emotions of our existence.

Per maggiori informazioni e contatti - For more information, please contact:

tel. +39 055 4215601 +39 3460143589 +39 340 6066374 – info@cerimonielaiche.it